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Restauro della Prima Cappella del Sacro Monte
del Santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio
La Cappella dell’Annunciazione

 
I Sacrimonti cominciarono a diffondersi in Europa nel Tardo Medioevo e continuarono ad essere costruiti fino alla fine del 1800. Il burrascoso periodo che aveva seguito le prime Crociate aveva infatti visto diminuire il flusso di pellegrini verso Gerusalemme. Intorno al 6/700 infine la pirateria saracena e turca nel Mediterraneo avevano sconsigliato agli “europei” lunghi viaggi per mare.
La Chiesa allora aveva cominciato a proporre altre mete ai fedeli e ai pellegrini che anelavano a procurarsi meriti ed indulgenze per assicurarsi un posto in Paradiso.
San Giacomo di Compostela e Roma, specialmente negli Anni Santi Giubilari, erano le mete privilegiate, ma coloro che non erano in grado di fare lunghi pellegrinaggi potevano ovviare visitando devotamente Santuari che custodissero Reliquie considerate importanti oppure salendo in preghiera ai Sacrimonti, verosimili riproduzioni del tragitto di Gesù sulla Via Sacra di Gerusalemme.
Cappelline ornate da semplici dipinti o bassorilievi o ricche cappelle dotate di complesse rappresentazioni delle Stazioni del Calvario di Cristo - spesso con statuaria a misura d’uomo - hanno permesso alla pietà popolare di rivivere e meditare i passi evangelici che accompagnano il fedele cristiano verso la visione della Resurrezione di Gesù e della propria Salvezza.
 
Sacrimonti di ogni genere, dai più modesti ai più fastosi costellano anche il nostro territorio e il Sacro Monte del Santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio, sul Lago di Como è uno di questi.  
Il sito è spettacolare: giunti dopo un’agevole se pur ripida salita, interrotta dalla visita alle belle cappelle, al pellegrino, al turista, al curioso si spalanca d’innanzi una superba vista sulla Tremezzina e sulla penisola di Bellagio, contornate dalle scure montagne che scendono qui dolcemente, là a precipizio verso le verdi acque del lago.
E’ un bel luogo ove fermarsi a pensare. E la facile discesa invita a dare un’altra occhiata alle cappelle ricche di personaggi ed impreziosite da affreschi murali di pregio.
 
Certo il tempo non sempre è galantuomo e comunque passa deponendo polvere ed umidori sul lavoro degli artisti di un tempo.
“Qualcuno – pensa il visitatore – dovrebbe provvedere a salvaguardare queste piccole meraviglie.”
E’ vero: i nostri avi hanno fatto la loro parte. Adesso tocca a noi fare in modo che le testimonianze della Fede e della perizia delle generazioni passate, arrivi alle generazioni future.
 
La Fondazione Carlo Leone Montandon è assai lieta di aver avuto l’occasione di contribuire alla salvaguardia di questo patrimonio comune con il restauro della Prima Cappella, o Cappella dell’Annunciazione, e ringrazia i Padri Cappuccini del Santuario, la Sovraintendenza ai Beni Culturali della Lombardia nella persona del Dott. Pescarmona e i Dirigenti e le maestranze della Ditta Novaria Restauri di Novara, per aver permesso tale piccolo ma importante passo verso la completa conservazione dei nostri Sacri Monti.  
Mariena Mondelli Montandon
Presidente della Fondazione Carlo Leone Montandon
 
Sierre, marzo 2003  
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